Al giro di boa JUBILATE, il festival sui temi dell’Anno Santo della Misericordia realizzato al Palazzo dei Papi di Viterbo con Fondazione Caffeina e Curia diocesana. Nella settimana appena passata abbiamo vissuto momenti molto intensi;e, tra l’altro, celebrato le due giornate dedicate ai temi della Laudato si’, tra esperienze sul campo e dialogo interreligioso. Ma ricchi di significato anche i prossimi incontri.
Tra questi vi segnaliamo…
Giovedì 17 alle ore 18 in sala Alessandro IV incontreremo uno dei magistrati più famosi d’Italia: Gian Carlo Caselli. L’ex procuratore della Repubblica di Palermo e Torino rievoca, a partire dal suo libro Nient’altro che la verità, tappe fondamentali e valori che hanno segnato la sua avventura umana e professionale. Un viaggio che non dimentica le radici familiari e culturali, la fede religiosa e la laicità sempre coltivate, insieme a quella passione per il senso ultimo della legge: la difesa del debole, affinché chi è diseguale possa sempre crescere in eguaglianza rispetto agli altri. Lo intervisterà il giornalista di Avvenire Vincenzo Rosario Spagnolo.
Torna al centro la Parola di Dio venerdì 18: alle 18:30 è prevista – sempre in sala Alessandro IV – una conversazione con Paolo Curtaz sfogliando le pagine del suo libro Ritorno. Incontrare il Dio della misericordia. Con il suo tipico stile colloquiale e profondo assieme, Curtaz cerca nella Scrittura e nella Tradizione il senso ultimo del grande tema giubilare: più di un sentimento, ma occhi nuovi per guardare alla vita e incontro che illumina l’esperienza di ogni giorno.
Appuntamento con la Parola anche in serata, quando alle 21 alla sala del Conclave Amanda Sandrelli e Lorenzo Gioielli daranno voce al libro dell’Ecclesiaste, meglio noto come Qoèlet.
Sabato 19 alle ore 16 in sala Alessandro IV ragioneremo su un aspetto cruciale anche se troppo poco sotto i riflettori: “Misericordia e/è nonviolenza“. Un incontro con il vicepresidente Nazionale di Pax Christi Sergio Paronetto a margine del suo libro Pace nuovo umanesimo. In un’epoca in cui la parola guerra risuona come opzione “normale” nelle controversie internazionali, cosa vuol dire perseguire la strade del comandamento “Non uccidere”? Coordina il prof. Alessandro Ercoli.
E poi gli appuntamenti con musica e teatro di domenica 20.
Alle 18 in Cattedrale il concerto della Camerata Polifonica Viterbese “Zeno Scipioni” e dell’Ensemble Vocale “Il Contrappunto” con l’orchestra sinfonica “EtruriÆnsemble”, che eseguiranno la Petite Messe Solennelle di Gioacchino Rossini (unico evento a pagamento: biglietti da 10 e 15 euro).
Mentre alle 21 in sala del Conclave Claudia Koll, Valeria Contadino e Ugo Bentivegna metteranno in scena Refugees, cinque storie per raccontare cosa vuol dire essere costretti ad abbandonare la propria casa per una terra straniera.
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Molto intensa e densa di stimoli la prima settimana di Jubilate! Ma se la partecipazione agli spettacoli, in particolare il musical su Francesco e Chiara d’Assisi della parrocchia della Verità, è stata più che soddisfacente, per quella agli eventi culturali si può fare meglio: anche perché questo festival offre la possibilità di incontrare, nella Sala Alessandro IV del Palazzo dei Papi, relatori davvero preziosi
Il nome di Dio è misericordia è il titolo della conversazione con papa Francesco raccolta dal vaticanista Andrea Tornielli: un piccolo volume ricco di spunti, storie e riflessioni per entrare con il pontefice nel cuore di questo Anno Santo. Con l’autore, venerdì 11 marzo alle 19, colloquierà il direttore del Tg di Tv2000 Lucio Brunelli.
A seguire, alle 18.30 sempre di sabato 12, un incontro con la Parola: quella tradotta da quattro donne, quattro valenti bibliste che si sono cimentate con i Vangeli. Saranno con noi Rosanna Virgili e Rosalba Manes per presentare questa prima opera interamente al femminile sulla Parola di Dio.
Mentre a sera, alle 21 alla Sala del Conclave, Moni Ovadia proporrà, con Annalisa Canfora, Anime migranti, uno spettacolo che è una riflessione corale sulla fratellanza fra i popoli, un viaggio narrativo e musicale nella memoria recente e remota per raccontare in musica e parole il dramma quanto mai attuale dell’immigrazione.



