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IN PREGHIERA CON MARIO E ROSA

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Per sciogliere il gelo… nei nostri cuori, un invito speciale: metterci in preghiera con Mario Fani e Santa Rosa. Appuntamento LUNEDÌ 5 MARZO alle ORE 21 al Santuario – Monastero Santa Rosa.
Ricorderemo i 150 ANNI DALLA NASCITA DEL “CIRCOLO S. ROSA” approssimandoci a vivere la ricorrenza del transito della nostra patrona.
Un momento per ripercorrere la nostra storia, per rinvigorire le nostre radici, per riassaporare la bellezza di una grazia che scorre fino a noi. E che ha segnato un pezzo importante della vita della nostra città, della nostra Chiesa e dell’esistenza di qualcuno di noi. Quindi, un’occasione per rivederci…
Non mancate!!

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20180225_103543Davvero un momento di grazia è stato quello vissuto al Monastero delle Benedettine di Vetralla lo scorso 25 febbraio.

Un’occasione per riscoprire la nostra vocazione alla bellezza e alla gioia narrataci dai Vangeli nell’episodio della Trasfigurazione; per capire il nostro bisogno di ascesi, librandoci della zavorra che ci impedisce di sollevarci dalle nostre ferite e dai nostri peccati; per leggere la nostra vita come figli del nostro futuro, quello incontrato nel battesimo: il nostro destino da figli di Dio.

Sono solo alcuni dei temi che ha toccato nella sua appassionante meditazione don Gabriele Bandini, rettore del seminario diocesano di Fiesole e assistente unitario di AC per la regione Toscana.
Impossibile descrivere in poche righe la profondità del suo discorso e l’acutezza delle provocazioni lanciateci.
Per questo alleghiamo a questo link il suo intervento con il più caloroso invito a leggerlo e riassaporarlo!

La giornata è vissuta anche attraverso passaggi liturgici (l’adorazione eucaristica e la messa) e la convivialità della tavola. Insomma, una giornata preziosa per coltivare la ricchezza della nostra vocazione laicale e associativa.

Per chi è più curioso c’è anche la fotogallery della giornata!

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SENZA RISERVE!

20171111_154643SENZA RISERVE è lo slogan dell’Assemblea Diocesana dell’Azione Cattolica che si è svolta Sabato 11 novembre presso l’Oratorio della Parrocchia della Verità di Viterbo.

Non si poteva che cominciare con la Parola di Dio: don Pierpaolo Fanelli, il nostro assistente Acr, ci ha guidati attraverso il metodo della Lectio Divina dentro il testo tratto dal Vangelo secondo Marco, capitolo 12, versetti 38-44, l’icona biblica dell’anno associativo; un testo letto con amore perché non è necessario essere biblisti ma è importante essere amanti della Bibbia. Continua a leggere

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IN CAMMINO PER… FARE NUOVE TUTTE LE COSE / 4

Fare nuove tutte le coseFare nuove tutte le cose: un impegno per ogni cristiano e che, come Azione Cattolica diocesana, inizieremo a declinare con il pomeriggio di riflessione animato dagli interventi del direttore del quotidiano Avvenire Marco Tarquinio e dell’Assessore ai Servizi Sociali del Lazio Rita Visini, senza dimenticare il contributo che ci fornirà la Caritas diocesana. Tutti insieme ci aiuteranno a declinare le sfide di questi tempi per capire in cosa consista e come spendere (per la Chiesa e il mondo) la novità cristiana.

Tra le tante, abbiamo individuato come sfide il rapporto tra misericordia e giustizia, le problematiche legate a lavoro e povertà, l’ambito della famiglia connesso all’emergenza educativa. Ma come cristiani non possiamo non porci la questione della spiritualità laicale, ovvero quale apertura al mistero vibra nella nostra quotidianità. Ci aiuta a riflettere su questo aspetto una cara amica dell’Ac, la dottoressa Roberta Preziosi.

Di stupore e mistero

esercizi_spirituali_Dell’uomo, cioè di noi stessi, conosciamo i bisogni e i desideri, i successi e le sconfitte, la fisiologia e la patologia,  quello che facciamo e quello che sentiamo e altro ancora. Ma è difficile comprendere se ha un senso il nostro esserci, la nostra stessa vita.  Così difficile  da negare o nascondere questa domanda di senso, perché ci spoglia di qualsiasi identità e illusione di possesso.  Chi io sia realmente non lo so ancora... scriveva R. Guardini.

Penso che la spiritualità sia quello spazio in cui la persona accetta questa sfida . Da credente e non. Non si crede  per convenienza: non è “conveniente” e neppure “utile” porsi domande sul senso delle cose. In più, il credente vede che Dio è diventato privo di importanza per l’individuo, ma allo stesso tempo sa che ognuno è estremamente importante agli occhi di Dio. E di questo sente la responsabilità.

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Sabato santo

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O Croce di Cristo, simbolo dell’amore divino e dell’ingiustizia umana, icona del sacrificio supremo per amore e dell’egoismo estremo per stoltezza, strumento di morte e via di risurrezione, segno dell’obbedienza ed emblema del tradimento, patibolo della persecuzione e vessillo della vittoria.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo eretta nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, sfiniti e impauriti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e spesso non trovano che la morte e tanti Pilati con le mani lavate.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei dottori della lettera e non dello spirito, della morte e non della vita, che invece di insegnare la misericordia e la vita, minacciano la punizione e la morte e condannano il giusto.

O Croce di Cristo, ancora oggi ti vediamo nei ministri infedeli che invece di spogliarsi delle proprie vane ambizioni spogliano perfino gli innocenti della propria dignità.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei cuori impietriti di coloro che giudicano comodamente gli altri, cuori pronti a condannarli perfino alla lapidazione, senza mai accorgersi dei propri peccati e colpe.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei fondamentalismi e nel terrorismo dei seguaci di qualche religione che profanano il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi in coloro che vogliono toglierti dai luoghi pubblici ed escluderti dalla vita pubblica, nel nome di qualche paganità laicista o addirittura in nome dell’uguaglianza che tu stesso ci hai insegnato.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei potenti e nei venditori di armi che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fratelli.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei traditori che per trenta denari consegnano alla morte chiunque.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ladroni e nei corrotti che invece di salvaguardare il bene comune e l’etica si vendono nel misero mercato dell’immoralità.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli stolti che costruiscono depositi per conservare tesori che periscono, lasciando Lazzaro morire di fame alle loro porte.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei distruttori della nostra “casa comune” che con egoismo rovinano il futuro delle prossime generazioni.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi negli anziani abbandonati dai propri famigliari, nei disabili e nei bambini denutriti e scartati dalla nostra egoista e ipocrita società.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nel nostro Mediterraneo e nel mar Egeo divenuti un insaziabile cimitero, immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata.

O Croce di Cristo, immagine dell’amore senza fine e via della Risurrezione, ti vediamo ancora oggi nelle persone buone e giuste che fanno il bene senza cercare gli applausi o l’ammirazione degli altri.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei ministri fedeli e umili che illuminano il buio della nostra vita come candele che si consumano gratuitamente per illuminare la vita degli ultimi.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volti delle suore e dei consacrati – i buoni samaritani – che abbandonano tutto per bendare, nel silenzio evangelico, le ferite delle povertà e dell’ingiustizia.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei misericordiosi che trovano nella misericordia l’espressione massima della giustizia e della fede.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle persone semplici che vivono gioiosamente la loro fede nella quotidianità e nell’osservanza filiale dei comandamenti.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei pentiti che sanno, dalla profondità della miseria dei loro peccati, gridare: Signore ricordati di me nel Tuo regno!

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei beati e nei santi che sanno attraversare il buio della notte della fede senza perdere la fiducia in te e senza pretendere di capire il Tuo silenzio misterioso.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nelle famiglie che vivono con fedeltà e fecondità la loro vocazione matrimoniale.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei volontari che soccorrono generosamente i bisognosi e i percossi.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei perseguitati per la loro fede che nella sofferenza continuano a dare testimonianza autentica a Gesù e al Vangelo.

O Croce di Cristo, ti vediamo ancora oggi nei sognatori che vivono con il cuore dei bambini e che lavorano ogni giorno per rendere il mondo un posto migliore, più umano e più giusto. In te Santa Croce vediamo Dio che ama fino alla fine, e vediamo l’odio che spadroneggia e acceca i cuori e le menti di coloro preferiscono le tenebre alla luce.

O Croce di Cristo, Arca di Noè che salvò l’umanità dal diluvio del peccato, salvaci dal male e dal maligno! O Trono di Davide e sigillo dell’Alleanza divina ed eterna, svegliaci dalle seduzioni della vanità! O grido di amore, suscita in noi il desiderio di Dio, del bene e della luce.

O Croce di Cristo, insegnaci che l’alba del sole è più forte dell’oscurità della notte. O Croce di Cristo, insegnaci che l’apparente vittoria del male si dissipa davanti alla tomba vuota e di fronte alla certezza della Risurrezione e dell’amore di Dio che nulla può sconfiggere od oscurare o indebolire. Amen!

Papa Francesco