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perchè un concilio

IL CONCILIO VATICANO II

Interroghiamoci

1. Che cos'è un Concilio?
2. Perché è indetto?
3. Quali i motivi che hanno spinto Giovanni XXIII a indire un Concilio?
4. Quali gli argomenti posti in discussione?
5. Quali le conclusioni?

Che cos'è un Concilio?

Il Concilio è l'Assemblea dei Vescovi convocata per esaminare e decidere questioni di fede e di disciplina ecclesiastica. Il Concilio si dice Ecumenico o universale, quando sono presenti tutti i vescovi del mondo.
Perché è indetto un Concilio?
I Concili hanno segnato la storia della Chiesa. È nelle assemblee conciliari che sono stati discussi ed emanati i decreti, i documenti che hanno permesso alla Chiesa di crescere in tutto il mondo con una base dottrinale e dogmatica uguale.
È qui che sono state superate controversie e decise sanzioni.
Pensiamo, per esempio, alle varie rotture, scismi, che si sono succeduti nel corso dei secoli: divisione tra Chiesa d'Oriente e Occidente, avvenuta nell'870 e sancita dal Concilio di Costantinopoli IV; la condanna di Lutero e la conseguente nascita del Protestantesimo (Concilio di Trento del 1545-1563).
Sicuramente si può affermare che quella dei Concili è una storia lunga quanto la Chiesa stessa.
Finora ne sono stati indetti 21. Il primo riconosciuto ufficialmente, è stato quello di Nicea nel 325, indetto da Silvestro I, l'ultimo il Vaticano II. Prendono il nome dal luogo dove sono celebrati.
Le basi per un Concilio, cioè per un confronto all'interno della Chiesa su questioni fondamentali, sono state gettate già nel 50 a Gerusalemme, di questo abbiamo notizia nel libro degli Atti degli Apostoli al c. 15. Possiamo dire che questo, anche se non riconosciuto ufficialmente, è stato il 1° Concilio della Storia. In questa occasione si è messo in evidenza il Primato di Pietro (del papa), e la presenza dello Spirito Santo nella Chiesa e nelle decisioni che essa prende, infatti, la lettera inviata alle chiese a conclusione di questo incontro, inizia con una formula che poi ricorrerà in tutte le conclusioni dei successivi Concili: "Abbiamo deciso lo Spirito Santo e noi…" (At. 15,28)
È la presenza dello Spirito Santo che guida la Chiesa.

Concilio Vaticano II

Analizziamo ora l'ultimo Concilio, il Vaticano II (1962-1965) indetto da Giovanni XXIII e concluso da Paolo Vl.
Quali sono stati i motivi che hanno spinto Giovanni XXIII, ad appena tre mesi dalla sua elezione a Pontefice, a indire un Concilio?
Il 25 gennaio 1959, ricordo della conversione di S. Paolo, Giovanni XXIII si trova nella Basilica di S. Paolo per la celebrazione conclusiva della settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, e annuncia in modo sorprendente e inaspettato, che "per andare incontro alle presenti necessità del popolo cristiano, ispirandoci alle consuetudini secolari della Chiesa, abbiamo deciso di convocare un Sinodo diocesano dell'Urbe, un Concilio ecumenico per la Chiesa universale, e di procedere all'aggiornamento del Codice di diritto canonico."
Generalmente i Concili sono stati celebrati per motivi dottrinali o conflittuali ben precisi, questo invece è stato fatto per una serie d motivi diversi. La Chiesa voleva dialogare e farsi capire in un mondo in continuo cambiamento. Giovanni XXIII si era reso conto che il modo di presentarsi e vivere della Chiesa non era più rispondente al modo di vivere e di sentire delle nuove generazioni, si parlavano due linguaggi diversi. Era necessario rivedere e rivitalizzare tutta l'azione della Chiesa in relazione ai cambiamenti epocali e renderla più attuale al momento storico che si stava vivendo. Il Vangelo doveva parlare alla gente.
Secondo il papa "la Chiesa è testimone di una stagione storica di eccezionale spessore ed è necessario scorgere tra tante tenebre gli indizi che fanno ben sperare". Era necessario "precisare e distinguere tra ciò che è principio sacro e Vangelo eterno, e ciò che è mutevole nei tempi".

Quali gli argomenti posti in discussione?
Sia nei due anni e mezzo preparatori che nei quattro anni di svolgimento del Concilio furono esaminati e discussi quasi tutti gli aspetti della vita della Chiesa: la liturgia, la relazione con il laicato, la centralità della Parola, il rapporto tra Chiesa e mondo, l'ecumenismo, il ruolo della donna nella Chiesa e nella società, ed altro ancora.
Sono stati veramente tanti i temi esaminati e sottoposti a cambiamenti.
Il Concilio si apre l'11 ottobre del 1962. Molti ricordano, a conclusione della cerimonia di apertura, il famoso "discorso alla luna" del papa e la carezza inviata idealmente a tutti i bambini.
Termina l'8 dicembre 1965. Ai lavori hanno partecipato 2500 padri conciliari, il maggior numero in assoluto per un Concilio.

Quali le conclusioni?
Nel corso dei quattro periodi (uno all'anno da settembre a dicembre), in cui si è svolto il Concilio, sono stati approvati 16 documenti di grande rilievo per la vita della Chiesa: 4 costituzioni, 9 decreti e 3 dichiarazioni. Le 4 costituzioni, che sono sicuramente i documenti più importanti approvati, riguardano la Liturgia (Sacrosantum Concilium); la Chiesa (Lumen Gentium); la Sacra Scrittura (Dei Verbum); il rapporto della Chiesa con il mondo contemporaneo (Gaudium et Spes).
La Chiesa del Concilio esce con la consapevolezza che non esiste realtà con la quale non entrare in dialogo.
Una Chiesa a servizio dell'uomo.
Una Chiesa popolo di Dio, dove ognuno ha pari dignità e responsabilità, anche se con ruoli diversi, tutti sono membri dello stesso corpo il cui capo è Cristo stesso.
È superata la visione Verticistica. Con il Concilio si è fatta strada la consapevolezza che lo Spirito è presente nella Chiesa tutta. La gerarchia ecclesiastica ha in mano il deposito della fede, il discernimento, i principi fondamentali, conformi alla volontà di Dio, che tutti devono seguire, ma è ribadito il principio che tutti sono popolo di Dio con pari dignità e capacità.
Si parla di corresponsabilità nella Chiesa, del ruolo dei laici al suo interno, del loro compito proprio, specifico, da protagonisti per la santificazione delle realtà temporali.
La presa di coscienza di una Chiesa Popolo di Dio, e il ruolo dei laici in essa, è forse uno degli aspetti più importanti ed evidenti del Concilio.

Piccola sintesi delle quattro Costituzioni Conciliari

Costituzione Conciliare Sacrosantum Concilium su "La Sacra Liturgia" (4 dicembre 1963)
"il sacro Concilio si propone di far crescere ogni giorno di più la vita cristiana tra i fedeli; di meglio adattare alle esigenze del nostro tempo quelle istituzioni che sono soggette a mutamenti, di favorire ciò che può contribuire all'unione di tutti i credenti in Cristo. Ritiene quindi di doversi interessare in modo speciale anche della riforma e dell'incremento della Liturgia".
" Riforma e promozione della liturgia
" Cristo è sempre presente nella sua Chiesa e in modo speciale nelle azioni liturgiche. È presente nel sacrificio della Messa. È presente nei Sacramenti. È presente nella sua Parola quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura. È presente quando la Chiesa prega e loda.
" È necessario che i fedeli vengano formati ad una piena, consapevole e asttiva partecipazione alle celebrazioni liturgiche. È necessario che nei seminari si dia una seria formazione liturgica.
" Per una maggiore comprensione da parte dei fedeli del mistero che si sta celebrando, si concede l'uso della lingua nazionale.
" La celebrazione è una. "Liturgia della Parola e liturgia Eucaristica sono congiunte tra loro così strettamente da formare un solo atto di culto".
" Partecipazione attiva dei fedeli, comprensione dei riti, dei gesti,di tutta l'azione liturgica.
" L'ufficio divino, essendo preghiera della Chiesa, è obbligatorio per il clero, ma sono caldamente invitati anche i fedeli laici a recitarne alcune parti.

Costituzione Dogmatica Lumen Gentium su "La Chiesa" (21 novembre 1964)
"Essendo Cristo la luce delle genti, questo Santo Concilio, adunato nello Spirito Santo, ardentemente desidera con la luce di Lui splendente sul volto della Chiesa, illuminare tutti gli uomini annunciando il vangelo ad ogni creatura".
" La Chiesa come corpo mistico formata da Cristo e dai redenti.
" Popolo di Dio. "Cristo istituì la nuova alleanza nel suo sangue, chiamando gente dai Giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non seconda la carne, ma nello Spirito Santo, e costituisse il nuovo Popolo di Dio. … Questo popolo ha per capo Cristo. Ha per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio". In questo capitolo è messa in evidenza la triplice funzione: sacerdotale, profetica e regale di tutti i battezzati.
" Nel terzo capitolo è specificato il compito del papa, dei Vescovi e del collegio episcopale, dei presbiteri, dei diaconi.
" Il quarto capitolo è tutto dedicato ai laici. È riconosciuta l'importanza dei laici all'interno della Chiesa ne vengono riconosciuti i ministeri ed i carismi propri. "Il carattere secolare è proprio e peculiare dei laici. Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. Vivono nel secolo, cioè implicati in tutti i diversi doveri e lavori del mondo e nelle ordinarie condizioni di vita familiari e sociali, di cui la loro esistenza è come intessuta. Ivi sono chiamati da Dio a contribuire, quasi dall'interno, a modo di fermento, alla santificazione del mondo, esercitando il proprio ufficio sotto la guida delle spirito evangelico, e in questo modo a manifestare Cristo agli altri principalmente con la testimonianza della loro stessa vita e col fulgore della loro fede, della loro speranza e carità".

Costituzione Dogmatica Dei Verbum su "La Divina Rivelazione" (18 novembre 1965)
" Cap. 1 - Pone in evidenza l'importanza della Sacra Scrittura nella vita della Chiesa.
" Cap 2 - I primi missionari del vangelo per loro stessa vocazione sono gli apostoli ed i loro successori (vescovi e presbiteri).
" Cap. 3 - Ribadisce l'ispirazione dello Spirito Santo sui libri della Bibbia. "Insegnano con certezza, fedelmente e senza errore, la verità che Dio, per la nostra salvezza, volle fosse consegnato nelle S. Scritture".
" Cap. 4 - "E' necessario che i fedeli abbiano accesso alla Sacra Scrittura". Giudica importante avere traduzioni nelle varie lingue nazionali sempre più conformi ai testi originali. Si esortano tutti, sacerdoti e fedeli laici ad una lettura continua della S. Scrittura per la crescita nella fede e nell'unione con Cristo. La lettura della S. Scrittura deve essere accompagnata dalla preghiera, affinchè si stabilisca il dialogo tra Dio e l'uomo. La S. Scrittura deve essere corredata da note esplicative.

Costituzione Pastorale Gaudium et Spes su "La Chiesa nel mondo contemporaneo (7 dicembre 1965)
"Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie, le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore".
Questa Costituzione è detta "Pastorale" perché intende proporre l'atteggiamento della Chiesa in rapporto al mondo e agli uomini di quel periodo storico, è quindi una interpretazione soggetta a mutare con il mutare delle situazioni.
La Chiesa si interroga seriamente sul suo rapporto con il mondo contemporaneo. Si riscopre veramente una Chiesa al servizio dell'uomo.
" Nella prima parte prende in esame la condizione dell'uomo nel mondo contemporaneo e il rapporto della Chiesa con tali realtà. Si pone l'accento sul rispetto per la vita umana in tutti i suoi aspetti, dalla nascita alla morte naturale. Uguaglianza di tutti gli uomini e giustizia sociale. Missione della Chiesa nel mondo.
" Nella seconda parte si prendono più strettamente in esame i vari aspetti della vita e della società dando indicazioni pratiche di comportamento: Matrimonio e famiglia, amore coniugale e rispetto della vita; promozione della cultura; Fede e cultura; vita economica e sociale; sviluppo economico a servizio dell'uomo; lavoro e tempo libero; vita pubblica; promozione della pace; comunità delle Nazioni; cooperazione; dialogo tra tutti gli uomini.

Discorso di S.S. Paolo VI all'Udienza generale del 12 gennaio 1966
"….. Il Concilio è come una sorgente dalla quale scaturisce un fiume; la sorgente può essere lontana, la corrente del fiume ci segue. Si può dire che il Concilio lascia alla Chiesa, che lo ha celebrato, se stesso. Il Concilio non ci obbliga tanto a guardare indietro, all'atto della sua celebrazione; ma ci obbliga a guardare all'eredità che esso ci ha lasciata, e che è presente e durerà per l'avvenire. Quale è questa eredità?
L'eredità del Concilio è costituita dai documenti che sono stati promulgati nei vari momenti conclusivi delle sue discussioni e delle sue deliberazioni…..
….Bisogna fare attenzione: gli insegnamenti del Concilio non costituiscono un sistema organico e completo della dottrina cattolica; questa è assai più ampia, e non è messa in dubbio dal Concilio o sostanzialmente modificata. …. Noi non dobbiamo staccare gli insegnamenti del Concilio dal patrimonio dottrinale della Chiesa. ….. Non sarebbe perciò nel vero chi pensasse che il Concilio rappresenti un distacco, una rottura, ovvero, come qualcuno pensa, una liberazione dall'insegnamento tradizionale della Chiesa…. Il Concilio apre molti orizzonti nuovi agli studi biblico, teologici ed umanistici, invita a ricercare a ad approfondire le scienze religiose ma non priva il pensiero cristiano del suo rigore speculativo, e non consente che nella scuola filosofica, teologica e scritturale della Chiesa entri l'arbitrio, l'incertezza, la servilità, la desolazione, che caratterizzano tante forme del pensiero religioso moderno, quando è privo dell'assistenza del Magistero ecclesiastico."

Riflettiamo insieme
Sono passati circa 45 anni dalla conclusione del Concilio.
Pensiamo siano ancora valide oggi le sue conclusioni?
Secondo voi è stato recepito ed applicato tutto il patrimonio che ci ha lasciato?

Preghiamo
(Invochiamo lo Spirito Santo, anima della Chiesa, perché apra il nostro cuore e la nostra mente alla comprensione)

Abbiamo un grande bisogno di te,
Spirito Santo,
per conoscere la via per la quale camminare.
Ne abbiamo bisogno tutti
Perché il nostro cuore è aperto,
inondato della tua consolazione,
affinchè, al di là delle parole
e dei concetti che sentiamo,
noi cogliamo la tua presenza
o Spirito Santo che vivi nella Chiesa,
che vivi dentro di noi,
che sei l'ospite permanente
che continuamente modelli in noi
la figura e la forma di Gesù.
e ci rivolgiamo a te, Maria, madre della Chiesa,
che hai vissuto la pienezza inebriante
dello Spirito Santo,
che hai sentito la sua forza in te,
che l'hai visto operante nel tuo Figlio Gesù;
apri il nostro cuore
e la nostra mente alla sua azione.
Fa' che tutto ciò che pensiamo,
facciamo o ascoltiamo,
tutti i gesti e tutte le parole,
non siano se non apertura e disponibilità
a questo unico e santo Spirito
che forma la Chiesa nel mondo,
che costruisce il corpo di Cristo nella storia,
che promuove la testimonianza di fede
che consola e conforta,
che ci riempie il cuore di fiducia e di pace
anche in mezzo alle tribolazioni e difficoltà.
Donaci, Padre , il santo Spirito;
te lo chiediamo insieme con Maria,
e con tutti i santi
nel nome di tuo Figlio,
Gesù Cristo nostro Signore.

(
Card. C. M. Martini)

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